Sette metri di diametro, 5 tonnellate di ciottoli rinvenuti durante gli scavi sul Monte Jato, e lo sfondo del parco archeologico come proscenio naturale. Sono queste le coordinate del Cerchio del teatro greco di Monte Jato, l’installazione dell’artista Piero Maniscalco, presentata al pubblico il 2 luglio, nell’area del Parco archeologico.

L’opera, realizzata con il contributo della Provincia regionale di Palermo e la collaborazione della Soprintendenza regionale ai Beni culturali, è un omaggio allo studioso e direttore dell’istituto di Archeologia di Zurigo, Hans Peter Isler, che dopo 40 anni va in pensione e lascia la direzione degli scavi nella zona.

Il cerchio colpisce e affascina come una scenografia primitiva, riconducibile ai riti propiziatori per la fertilità della terra, all’energia vitale, alla forma elementare e allo stesso tempo compiuta per eccellenza.

I cocci utilizzati sono il materiale residuo degli scavi di Isler, che nel corso degli ultimi 40 anni ha selezionato migliaia di reperti, conservando e archiviando i più preziosi e lasciando da parte quella di dubbia datazione. Si tratta comunque di ciottoli risalenti ad un periodo molto ampio, compreso tra il XII a.c. e il Medioevo, che testimoniano la volontà di dare vita ad un “documento” terreno, profondamente legato al suo contesto storico e geografico, nel segno del recupero e della memoria.

L’installazione potrà essere ammirata fino al 22 dicembre

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